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Cimitero ebraico di Praga
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Cimitero ebraico di Praga

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Venne impedito agli ebrei di occupare un'area maggiore di quella già a disposizione per le sepolture. Furono pertanto costretti a seppellire i loro morti uno sull'altro. Si è arrivati in alcuni punti a nove strati di sepolture, con le lapidi spostate di volta in volta che si sono ammassate.

Inviata il 02/11/2017, vista 103 volte.
Scattata il 22/08/2011.

Dati tecnici:
NIKON COOLPIX P500
Apertura: f/5
Esposizione: 1/30 sec.
Lunghezza focale: 13.5 mm
ISO: 160
Flash: Off

Laboratorio fotografico:
L'autore autorizza la rielaborazione della foto.

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Commenti

5 commenti

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briciola

#5 del 15/11/2017
Punteggio commenti: +6

appena ho voglia /tempo devo guardare i miei vecchi album e confrontare la mia memoria visiva ;);)

briciola

ginocosta

#4 del 13/11/2017
Punteggio commenti: +175

Lugubre davvero.

ginocosta

autore

#3 del 05/11/2017
Punteggio commenti: +297

Grazie. Quando lo ho visitato io, pieno di turisti e col sole, non mi sembrava lugubre alla vista ma solo al pensiero. Ci sta una parete con scritti i nomi di tutti gli ebrei morti durante il nazismo che mi è sembrata più raccapricciante della foresta di lapidi ammassate, *bye**bye*

briciola

#2 del 02/11/2017
Punteggio commenti: +6

lo ricordavo più lugubre con i corvi sugli alberi che gracchiano , ma son passati 25 anni circa e la fantasia può prendere il sopravvento sulla memoria 8-)

briciola

Asaiso

#1 del 02/11/2017
Punteggio commenti: +118

Ci sono foto il cui messaggio/significato è talmente preponderante rispetto allo scatto in sé che riducono quest'ultimo a semplice supporto visivo. Questa foto ne è l'esempio. Non sapevo di quanto hai scritto e ti ringrazio per questa informazione. Mi stimoli anche un ricordo. Negli anni settanta mi sono trovato, dopo una nottata con amici, alle cinque del mattino, a visitare il cimitero di guerra di Wroclaw, in Polonia. A quell'ora incredibile c'erano tre donne che, piccone e badile alla mano, scavavano una fossa. Non vollero essere fotografate. Io rispettai la loro volontà, ma uno che era con me scattò alcune immagini. Le donne ci dissero che scavavano per il trasferimento di corpi inumati, nel '44, di civili e soldati che si trovavano ancora in una fossa comune. Ricordo ancora le parole di una di esse, la più vecchia, con i capelli bianchi: " Tra di essi potrebbe esserci anche mio figlio. Se così è io lo riconoscerò dalla medaglietta che gli avevo regalato e che portava sempre con sè...". Il mio amico che aveva scattato, aprì la fotocamera e fece prendere luce alla pellicola.


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