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piccoli facchini
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piccoli facchini

di pacship, in  Reportage

la scheda della foto è nel primo commento.

Inviata il 06/01/2020, vista 81 volte.

Dati tecnici:
Canon PowerShot G1 X
Apertura: f/3.5
Esposizione: 1/250 sec.
Lunghezza focale: 15.1 mm
ISO: 100
Flash: Off

Laboratorio fotografico:
L'autore autorizza la rielaborazione della foto.

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Commenti

7 commenti

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autore

#7 del 17/01/2020
Punteggio commenti: +1

Ringrazio lo Staff e Nicola per il bellissimo commento. Vedere le immagini su lungo Lago Kivu, dopo 7 anni e circa 10 missioni in Congo, fa un certo effetto, anche perché, pur assente da quelle sponde da un po' di tempo (ma non facendosi mancare una puntata recente, relativamente vicino ad un focolaio di Ebola), temo che il contesto di povertà e degrado sociale non siamo molto cambiati. A volte penso che dovremmo apprezzare maggiormente quelle cose che diamo fin troppo per scontate, quali la pace, l'acqua potabile e l'acqua corrente, la sanità pubblica . . . che sono conquiste che dobbiamo a chi ci ha preceduto: è solo di una settimana fa la notizia che mi ha profondamente rattristato della morte per infarto di una nostra collaboratrice locale, 45 anni, 8 figli (forse già nonna). La poveretta avvertiva dolori al petto da una settimana e dopo tre visite al locale ospedale conclusesi con aspirina, ibuprofene ed altro ed un eco-cuore il cui risultato attendeva ancora si è addormentata per sempre.

Klizio

Vice Amministratore

#6 del 13/01/2020
Punteggio commenti: +56

Due ragazzini che affrontano una salita pietrosa e arida trasportando sulle spalle taniche vecchie e sporche, in lontananza, sulla spiaggia, si scorgono le attività dei pescatori, forse i due ragazzini trasportano pesce, forse acqua non lo sappiamo con certezza. Ma vediamo chiaramente uno stato di grande degrado e povertà e il gesto di fatica dei ragazzini. Immagine che sa restituire d'impatto quella realtà che il fotografo aveva davanti agli occhi, con una sintesi drammatica come il cielo plumbeo e nuvoloso. Non c'è grande definizione, ma si intuisce che il lavoro in postproduzione è stato importante. Formalmente le due taniche cromaticamente staccano e introducono note "calde" che attirano subito l'occhio, inducendo l'osservatore a cogliere il punctum della foto. Mi piace davvero tantissimo. Complimenti !!

Klizio

moderatore

#5 del 13/01/2020
Punteggio commenti: +56

Editor choice 5 - 11 Gennaio 2020! *clap*

autore

#4 del 06/01/2020
Punteggio commenti: +1

Grazie per i passaggi ed i commenti. Difficile dire se i piccoli protagonisti della foto ed i loro coetanei siano più felici di noi o dei loro coetanei italiani (certo mediamente ben più fortunati e viziati): è vero che nei documentari che sono ambientati in posti come questo si intravvedono un senso di comunità e dei valori che nella nostra società opulenta si sono persi. A loro modo, anche molti dei bambini italiani nati sotto la guerra e costretti a provare privazioni terribili e oggi per noi inconcepibili, hanno ricordi struggenti della loro infanzia, pur nelle ristrettezze di allora. Qui, in Africa, in questa parte del Congo almeno, tutto è decisamente riportato all'essenziale: valori, beni di prima necessità, privazioni, diritti . . .

Mynd

#3 del 06/01/2020
Punteggio commenti: +5

... già, e poi pensi a quando senti l'esigenza di lamentarti nel quotidiano, spesso per nulla... onore a questi piccoli grandi uomini che si spaccano la schiena per campare e tirare avanti e nonostante ciò sembran sempre più felici di noi, almeno da come si vede di solito nei vari documentari.

Mynd

inimis

Staff

#2 del 06/01/2020
Punteggio commenti: +402

Documento che fa riflettere, ben reso fotograficamente, *bye**bye*

inimis

autore

#1 del 06/01/2020
Punteggio commenti: +1

Comincio con questa foto a raccontare un po' di quello che ho visto tra Congo (Repubblica Democratica) e Yemen in un recente di viaggio. Per motivi di sicurezza ed anche per un senso di pudore ho preferito limitarmi ad una serie di foto di strada, scattate al di là di un finestrino di un'auto (da cui la qualità di molte delle foto, letteralmente rubate al volo). La circostanza e l'imperizia del vostro reporter improvvisato (peraltro compensate dalla meticolosa, paziente e certosina operazione di post per la quale ringrazio Lodovico) non riescono tuttavia a nascondere la cruda realtà: l'estrema povertà da un lato, ma anche la dignità delle persone. Nella prima foto due bambini-portatori (presumo di acqua) affrontavano la fatica quotidiana di vivere lungo le sponde del Lago Kivu (nell'omonima provincia del nord-est dell'ex Zaire) quasi al confine con il Rwanda. Sarà pur vero che "Lavorare Stanca" per dirla con Cesare Pavese, ma anche vivere ...


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