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| In attesa…..Santiago del Cile Inviata il 31/01/2018, vista 759 volte. Dati tecnici: Laboratorio fotografico: |
Commenti
6 commenti
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Ciao. Ho dato un’ occhiata alla tua galleria. Ho notato, basandomi sulla quantità, la tua preferenza per due tipologie di soggetti: religiosi e poveri/mendicanti. Di molte parti del mondo. Se volessi delineare un tuo profilo basandomi sulle foto che ci proponi, potrei supporre che tu sia un fermo credente, un sacerdote o comunque una persona molto vicina alla vita ecclesiastica. Una vita ecclesiastica di quella “vera”, fatta di passione ed impegno per il prossimo. Se non ho errato la mia lettura di te, posso solo dirti che invidio molto la tua costanza. La invidio comunque, anche se ho completamente sbagliato la mia tesi, e tu sei un fortunato turista europeo. Perché non ti si può non riconoscere costanza, anche fotografica. Capisco anche che le tue fotografie vogliano essere una testimonianza, senza ambizioni tecniche/artistiche, di ciò che vedi e vuoi riproporci. Nulla di male, anzi. Vero che se la cura fotografica fosse maggiore, anche la restituzione della testimonianza ne gioverebbe, ma non è questo il punto. A prescindere dal mio ragionamento sulla tua (da me supposta) grande fede, non riesco a spiegarmi una cosa: perché tutte queste foto di mendicanti, bimbi poveri, reietti? Ora il ragionamento diventa morale (e qui critiche sulla morale ne ho già ricevute molte, e ti assicuro molte di più di quelle che hai ricevuto tu). Visiti paesi a molti sconosciuti (a me sicuramente), che innegabilmente hanno delle bellissime opere del creato, opere mirabili, ma tu ci mostri spesso la desolazione. Se l’ opera più mirabile è l’ essere umano, perché spesso ci mostri la sua decadenza? Indiscutibilmente posso giustificare le immagini di un professionista reportaggista sociopolitico; tramite le sue foto ho notizie del mondo e della condizione umana di altri miei simili. Sono immagini che fanno male, ce ne sono tante e confesso che mi bastano quelle dei professionisti. Ma, a fatica, giustifico le immagini di un “ricco turista” o di un semplice appassionato (e mi ci annovero anche io, perché in passato, per breve tempo, prima di maturare questa idea, ho stupidamente cercato di scattare la “povertà e la desolazione umana” tramite i reietti). Pubblicare le foto dei mendicanti, appare come una mancanza di rispetto nei loro confronti. Probabilmente non è l’intento, ma “buttare” in pubblica piazza, su un sito fotografico, un’immagine di un reietto, appare come una ricerca di attenzione personale basata sulle sfortune altrui. Ripeto, non sarà l’ intento, ma sicuramente è ciò che appare. Non entro nel merito concettuale delle immagini dei “bimbi poveri” che, in generale, sono “peggio” di quelle dei reietti. Sono sicuro che, per quelle da te pubblicate, avrai una liberatoria fotografica firmata, perché la tutela della privacy non copre solo i diritti dei “nostri” bimbi, ma di TUTTI i bimbi del mondo. Se per caso non l’hai, non sono certo io il preposto alla vigilanza ne tantomeno sono il giudice (di una legge che personalmente non condivido, anzi odio) ma ti invito ad una riflessione sull’argomento.
#3 del 31/01/2018
selenina, seduti su una panchina cosa vuoi che facciano!! Poi si scopre che anche questa è stata scattata da una macchina in movimento, tutti a stupirsi di fronte a una foto che dice nulla.
#2 del 31/01/2018
Punteggio commenti: +289
Le espressioni colte sono quelle dell'attesa. Ottima street.
#1 del 31/01/2018
Anche questa l'hai scattata dal finestrino della macchina in movimento?
ginocosta
#6 del 10/02/2018
Punteggio commenti: +212
Interessante testimonianza, anche se triste.