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Tu che dormivi, piano.
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Tu che dormivi, piano.

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Inviata in Astratti

"Guarda che puoi restare qui
qui... fino a quando vuoi"
lei non rispose uscì dal letto e poi
potrei giurarlo... volò via.
Per chi avrà piacere, consiglio la visione con sottofondo a questo link:
http://www.youtube.com/watch?v=dx5pRTaZjAo
Vasco Rossi - Tu che dormivi piano - 1978

Inviata il 10/11/2014, vista 339 volte.

Dati tecnici:
NIKON CORPORATION NIKON D300
Apertura: f/5.6
Esposizione: 4/5 sec.
Lunghezza focale: 10 mm
ISO: 400

Laboratorio fotografico:
L'autore non autorizza la rielaborazione della foto.

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Commenti

8 commenti

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pietro10

#8 del 14/11/2014
Punteggio commenti: +3

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pietro10

autore

#7 del 12/11/2014
Punteggio commenti: +15

Mi soffermo per ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare una loro visione dello scatto. Da ormai un anno la mia dedizione a questo genere è quasi totale, e come scrive Asaiso questo potrebbe essere un punto di arrivo. Ho usato il condizionale, poichè non ho ancora finito, ho ancora stimoli per continuare il percorso se pur questo scatto sia uno dei miei preferiti. Nel caso specifico dello scatto l' intento era di rappresentare un amore finito, ma non necessariamente in modo drastico. Dopo una notte di "coccole" si ci saluta. Del resto però l' interpretazione soggettiva gioca un ruolo importante. Qui su FT ginocosta (A) la ritiene troppo triste su Facebook, dove l' ho postata, ho ricevuto come commento "molto divertente" (ognuno si diverte come vuole, ma anche questa è una lettura personale). La fatiscenza e/o il decadimento (se escludiamo per un momento "lo schifo" non sempre intrinseco) fa' parte di noi, esseri umani che invecchiamo e diventiamo "fatiscenti" come quello che ci circonda; questo forse è quello che ci spaventa di più. Grazie ancora a tutti.

ginocosta

#6 del 12/11/2014
Punteggio commenti: +175

Buon lavoro ;)però troppo triste e drammatica per i miei gusti

ginocosta

(utente eliminato)

#5 del 11/11/2014

La cosa che più mi colpisce di questo scatto, tecnica e originalità a parte e al top come sempre, è il costume appeso al filo come una sorta di scultura, di presenza passata, di feticcio, a cui l'uomo tende lo sguardo nell'attesa che una lei faccia ritorno. E' sempre difficile trovare una sensazione di positivo in queste ambientazioni che recano su di sé l'onta di un passato con le stigmate del marcescente, della disgregazione oggettiva eppure in quel costume e nella luce che filtra dalla finestra vi è un messaggio emozionale di grande positività. *bye*

Asaiso

#4 del 10/11/2014
Punteggio commenti: +117

Ci ho messo tanto a capirlo, ma forse, con questa immagine , ho trovato una chiave di lettura credibile. Le tue ambientazioni fatiscenti, corrotte, in disperata rovina non sono fuori di te. E' la rappresentazione drammatica e aperta di ciò che tu vivi dentro. Un paesaggio interiore che solo l'esplicitazione per immagini o in parole scritte può combattere. Naturalmente posso prendere una colossale cantonata, ma conosco talmente bene quel paesaggio che non ci credo. Questa immagine, per me, e la più bella di quelle che ci hai proposto. E forse , chissà, è la chiave di volta del tuo discorso. Come la chiave è nel punto più alto e, dopo, ogni arco scende, può darsi che l'ambiente si modifichi pian piano, fino a ritornare più vivibile.

Asaiso

artù

#3 del 10/11/2014
Punteggio commenti: +36

stile inconfondibile, molto bella la luce *clap**clap**clap**clap**clap**bye*

artù

Giuseppe Soffritti

#2 del 10/11/2014
Punteggio commenti: +87

Bella, mi piace! ;)*bye*

Giuseppe Soffritti

danguful

#1 del 10/11/2014

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danguful


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